Grizzly Imploded

Month: January, 2014

“Abgrund” online release on CON-V

Grizzly Imploded “Abgrund” online release on CON-V

cnv77

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“Anabasi” reviewed on Sodapop

Fra le etichette in circolazione la Sincope è certamente da annoverare come una delle più coerentemente devote al rumore, non solo in ambito italiano; tuttavia ci piace notare come questa devozione non si traduca in un cieco immobilismo, ma porti alla ricerca di nuovi talenti al di fuori dell’ambito strettamente industrial/noise. Se i Vetro erano stati una piacevole incursione nei territori del rock rumoroso, i partenopei Grizzly Imploded battono, nello stesso ambito, i territori dell’improvvisazione, sfoggiando un suono ruvido e senza compromessi.
Parente di Oddly Imploded e Strongly Imploded, progetti ad assetto variabile con alcuni musicisti in comune, questa versione mette insieme le chitarre di Sergio Albano e Maurizio Argenziano (A SpiraleAspec(t)) con la batteria di Francesco Gregoretti (One Starving Day), ma più che al rock l’attitudine è prossima a quella di certa elettronica di confine che in quel di Napoli è portata avanti da gruppi come  Aspec(t) e Sec_. Quello generato dai Grizzly Imploded è un flusso sonoro continuo strutturato in blocchi spigolosi, che si slabbrano e ricompongono di continuo, senza dare punti di riferimento. Potrebbero ricordare gli Starfuckers di Infrantumi, ma privati della voce e degli spazi di silenzio: qui va in scena la tensione senza pause che nasce dal corpo a corpo fra una chitarra usata in maniera poco ortodossa, a tratti irriconoscibile e una suonata più canonicamente (si fa per dire…), mentre la batteria detta i tempi e fa da arbitro. L’equilibrio non si raggiunge mai, così come nessuna delle due arriva a prevalere sull’altra, ma non è questo l’obiettivo: “Il processo è il prodotto. Il prodotto è il processo” direbbe Genesis P. Orridge; in questo disco il senso risiede nell’esperire l’immersione in un’atmosfera claustrofobica (la sola The Attempt To Find A Refuge For Body And Spirit Drives To Self-Destructive Madness riserva qualche apertura) fra frequenze disturbate e spettri di melodie, senza chiedere null’altro che vivere il momento. Anabasi (dal greco: spedizione verso l’interno) non è un titolo scelto a caso.
http://www.sodapop.it/rbrth/reviews/1895-grizzly-imploded-anabasi-sincope-2013.html

“Anabasi” reviewed on Gimme Some Inches #44 (Sentireascoltare)

Infine, il lavoro migliore del lotto: il comeback dei napoletani Grizzly Imploded, gente del giro napoletano più frantumato e meno incline all’ortodossia, sia essa jazz, noise, avant (vedi alla voce A Spirale, Aspec(t) et similia). Il trio formato da Maurizio Argenziano, Francesco Gregoretti e Sergio Albano va di impro radicale partendo da presupposti rock (la strumentazione doppia chitarra/batteria, innanzitutto) e affrontando la prova con la foga dei noiser e il cesello degli sperimentatori. Spasmi e dissonanze, variazioni ritmiche e asincronie per questa formazione libera, mentalmente e come organico, ennesima dimostrazione della spregiudicatezza di certe isole di creatività nascoste ai più.
http://sentireascoltare.com/rubriche/gimme-some-inches-44/