Grizzly Imploded

Month: August, 2013

“Anabasi” reviewed on The New Noise

È un buon momento per i Grizzly Imploded: dopo Dance Of Particles (2012) per l’ucraina Quasi Pop, ecco arrivare nel giro di pochissimi mesi la doppietta You Are The Way You Face Your Death – Anabasi, senza contare nel frattempo a livello individuale la collaborazione tra Francesco Gregoretti (One Starving Day) e Olivier Di Placido per l’etichetta Viande degli A Spirale, dei quali fa parte Maurizio Argenziano, qui a una delle due chitarre (l’altra è di Sergio Albano).
Deve essere questo fermento creativo ad aver permesso al gruppo partenopeo, orfano in questo caso di Mimmo “SEC_” Napolitano (Weltraum) e Mario Gabola (sempre degli A Spirale), di potersi attestare durante tutte le sue incarnazioni (Grizzly, Oddly e Strongly) su uno stile ai limiti dell’indecifrabile graffito cacofonico. Ci troviamo infatti dalle parti delle più azzardate forme tra improvvisazione e noise, le cui poche ma nobili affinità sono, pur sul vago, riconducibili a Mnemonists (da Horde in su), Borbetomagus o meglio ancora AMM.
Anabasi, uscito per l’etichetta diy italiana Sincope, ci restituisce il collettivo degli implosi nella loro rugliante versione tutta chitarre/batteria, per un concentrato di dissonanze sferraglianti e pelli percosse, il cui unico momento di calma, forse apparente, è solo nel finale con “The Vision Is Dancing”, mentre tutto il resto è un delirio, ai limiti di un degenero assordante in “The Attempt To Find A Refuge For Body And Drives To Self-destructive Madness”, dedicato a tutti quelli fuggiti dopo aver perso la testa… e se dentro questi deliri vi piace sguazzare, occhio a non perderla davvero.
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“You Are The Way You Face Your Death” reviewed on The New Noise

È durato più o meno un anno il letargo discografico dei Grizzly Imploded, la versione “monca” degli Strongly Imploded, qui con un organico costituito da chitarre (Sergio Albano, Maurizio Argenziano) e batteria (Francesco Gregoretti). You Are The Way You Face Your Death esce per l’etichetta Americana Scissor Tail (della quale abbiamo già sentito The Conduit di Josh Mason), quasi un anno dopo la fine della registrazione, come nel caso di Anabasi, sempre dato alle stampe durante questo 2013. Si tratta di un lavoro robusto, che mette in mostra le diverse sfaccettature stilistiche del Grizzly: le chitarre costruiscono variegati mix dei nuovi vocaboli sonori del trio, accostabili per insufficenza di mezzi con cui catalogarli all’improvvisazione “bruit”. Tecniche di preparazione o effettaggio estremo, ma anche approcci più “fisici”, nel caso a qualcuno “Into A Body And An Interrupted Dream” ricordasse qualcosa dei cigni luridi di Filth, e delicati quanto una zampata d’orso (“In The Darkness, A Small Boy”). Sempre a suo agio la batteria un po’ Bennink un po’ Prévost tagliata in trasversale dal tocco di bacchetta di Francesco, non lontano neppure dagli One Starving Day, che trova pure il modo in “Discharge Of Aura On A Black Night” di proiettarsi in un azzeccato assolo centrale.
Tra questo ed Anabasi quale scegliere? Tutti e due. (Tommaso Gorelli)
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“Anabasi” cdr release

Grizzly Imploded “Anabasi” cdr on Sincope

artwork by truculentboy
full color artwork and hand-painted cdr
limited to 50 hand-numbered copies

ANABASI2